La fortuna di avere un passaporto italiano

Questo è un blog di viaggi. Lo può essere perché sono nata dalla parte giusta del mare e perché il mio passaporto è italiano.

Posso prenotare un viaggio senza preoccupazioni se non il peso del mio bagaglio a mano che mi potrebbero mettere in stiva.

Posso scegliere di prendere un traghetto che parte dal Sud per le isole greche o prenotare all’ultimo secondo un treno per un concerto a Milano. Quando non trovo altri mezzi o voglio pagare meno, affitto un’auto, prendo un blablacar o anche – da non sottovalutare – decido di starmene a casa, dove non corro pericoli.

Mi posso muovere liberamente in questo mondo che è talmente grande che a chi vorrebbe girarlo a piedi non basterebbero le 7 vite dei gatti. Sono libera. Tutto questo non grazie al fatto che sono un essere umano e quindi abito questo globo per natura, ma per il fatto di avere un passaporto: un piccolo pezzo di carta bordeaux che peserà meno di 100 gr e che mi inorgoglisce per i timbri che ha tra le pagine.

Se ci pensi un secondo, non sembra strano anche a te? Un pezzo di carta mi permette di essere libera, non il fatto di essere una persona che non ha commesso alcun crimine.

Questa libertà di spostamento nel tempo mi ha permesso di girare tra i continenti, godermi un sacco di concerti in molte città strambe del mondo, conoscere persone di ogni nazionalità, imparare a parlare delle altre lingue, coltivare gli affetti, decidere ogni giorno il luogo in cui voglio stare, senza limitazioni perché sono bianca, italiana, fortunata.

Ora facciamo un gioco di immaginazione: se io quel passaporto fortunato non ce lo avessi, se dopo anni di risparmi fossi finalmente riuscita a scappare dalla patria in cui rischio di subire oppure ho già subito torture di vario genere, in cui i miei figli muoiono di fame, in cui mi buttano bombe in testa, in cui non ho nessuna possibilità di sopravvivere dignitosamente.

Se io, Cristina, che non ho commesso crimini, che sono piena di speranza, che merito di abitare in un mondo che non è di nessuno ed è contemporaneamente di tutti, se io, Cristina, fossi riuscita ad attraversare il Mediterraneo arrivando a pochi km dalla tua costa, vicina a una Italia che da sempre si dipinge generosa, con regioni disabitate, con un tasso di natalità bassissimo, dove un kg di pasta per sfamare 4 persone costa 50 centesimi, se io, Cristina, fossi a pochi chilometri dalle tue coste in balia del mare mentre tu passeggi mangiando il gelato il sabato pomeriggio, faresti qualcosa per salvarmi o mi lasceresti morire in mare?

 

 

 

Un pensiero riguardo “La fortuna di avere un passaporto italiano

  1. la domanda da porsi e che in tanti si pongono è :- se le Cristina fossero 10 -100- 1000 -1.000.000 e piu’ , sarebbe giusto accoglierle tutte pur non potendo offrire loro una vita dignitosa e un lavoro ? Potremmo andare a bussare ai vicini per chiedere aiuto , ma se quelli si barricano in casa limitandosi a sbirciare dallo spioncino e a criticare che si fa ? Si chiudono le coste o si sfonda la porta dei vicini?

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