Un viaggio di scoperta dei sapori della cucina francese al ristorante L’Abeille di Pairigi

Ho avuto la fortuna di essere invitata a provare un menù degustazione nel prestigiosissimo ristorante L’Abeille all’interno dell’albergo Shangri-La a Parigi, gestito da Christophe Moret, due stelle Michelin, che ho avuto l’onore di conoscere.

Si può viaggiare in tanti modi: attraverso il palato è uno dei viaggi più complicati, perché solo chi sa raccontarvi una storia parlandovene attraverso i suoi piatti può portarvi in giro per luoghi inesplorati.

Andare all’Abeille a Parigi è stato uno degli episodi che difficilmente dimenticherò della mia vita: un ristorante dal lusso elegante, mai sfacciato, dove a essere protagonista prima ancora del cibo è un servizio cinque stelle.

Ho avuto la fortuna di assaggiare molti piatti, di cui vorrei parlarvi.

Dopo un piccolo benvenuto con un “amuse bouche” all’avocado e Don Perignon Rosé, servito accompagnato da una sfoglia di grano sottile e croccante,ho assaggiato la zuppetta leggendaria dello Chef al riccio e al caviale (Oursin et caviar en délicate royale).

Questa zuppa, ci ha spiegato Alan, il cameriere che ci ha seguito durante la cena, si prepara a partire da un brodo di Dashi (un brodo giapponese), con una emulsione di anguilla affumicata, dei piccoli pezzetti di calamaro tagliati finemente, linguette di riccio e nidi di caviale gold della casa Kaviari (non vorrei essere quella volgare che lo fa notare, ma: 30g di questo caviale costano 120 euro).

Un vero e proprio tuffo nell’elemento che più preferisco: il mare. Morbida, delicata, bilanciata, deliziosa e poi, diciamocelo, mangiare caviale sotto la Torre Eiffel non è male, no? Purtroppo non ho tenuto traccia dei vini, ma il sommelier Matthias Meynard ci ha accompagnato con una nuova proposta a ogni piatto, enfatizzando i sapori di ciò che mangiavamo.

Secondo antipasto: una terrina di foie gras (che in genere non mangio, ma servito così era sicuramente qualcosa da provare), con funghi di Carrières-sur-Seine e foglie croccanti di gelatina di Dashi. Fresco, spolverato di té matcha, preziosissimo.

La degustazione è proseguita con un piatto di aragosta cotta in casseruola, con gusci di mandorle e una pesca marinata nella sangria. Impiattata direttamente a tavola con un sughetto dolce a condire la polpa del crostaceo.

Una volta testato il mare, perché non testare anche la terra? Piccione di Racan arrostito con fichi e mandorle. Ora il mio amico Diego che spero mi stia leggendo storcerà il naso. Dai Diego, perdonami, non potevo lasciarlo.

Dopo aver mangiato tutto questo non poteva mancare una degustazione di formaggi francesi che mi hanno presentato in tutta la loro particolarità: io ne ho scelti tre con crescente sapidità e non posso certo dirmi delusa.

Capitolo dolci: un altro pianeta.

Dopo una meringa marinata in fragole e vino Fontnainbleau (un omaggio al mio congome?) ho avuto la possibilità di degustare il dessert signature: miele corso ghiacciato, profumato al limone e all’eucalipto.

 

C’è una scena in Ratatouille in cui il cattivissimo critico assaggia il piatto e grazie ai sapori che sente si rivede piccolo, giovane.
Mi sembrava un racconto da cartone animato fino a ho assaggiato questo dolce all’Abeille, il miglior ristorante di Parigi.
Al primo morso senti il primo soffio di primavera, quello che ti fa sentire il sollievo dell’inverno che è finalmente passato.
Al secondo morso inizi a sentire il profumo di quella volta che a 10 anni giocavi con la bici insieme a tua madre e rincorrevi uno spruzzo d’acqua in un giardinetto ad agosto mentre lontano, ma ora vicino, Lady D faceva l’ultima corsa.
Poi senti la croccantezza della crosta e assaggi la pappa reale, ti senti in forze – sarà il Don Perignon o è la mia testa che improvvisamente mi fa avere voglia di vivere anche due giornate intere in questa stessa giornata?
Assaggio il miele: qualsiasi mal di gola della mia vita è passato.
Mastico un fiore: sono pronta ad affrontare un nuovo inverno con questo calore nel cuore.

Vieni a Parigi, poi viaggi ancora e vai da L’Abeille du Shangri-La Hotel, Paris.

Lontano anni luce da qualsiasi altra cosa.
Una esperienza che dovete assolutamente provare.

 

 

 

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