21 giorni in Thailandia, prima tappa: Bangkok

Sono stata in Thailandia per 21 giorni e ho voglia di scrivere questo articolo per poterne conservare il ricordo nel tempo, consideralo quindi un “diario di viaggio” a posteriori. Inizio da Bangkok. Dividerò queste tappe in più articoli per evitare un articolo-fiume.

L’itinerario è stato improvvisato sul momento, ci siamo lasciati trasportare un po’ dai desideri estemporanei. Un vero e proprio mix tra gli aspetti più spirituali e storici di questo magnifico paese e la movida per cui milioni di under 30 arrivano sulle isole del Sud Est Asiatico.

Le tappe sono state queste: Bangkok, Surat Thani, Ko Samui, Ko Phangan, Ko Phi Phi, Krabi, Bangkok.

Ero in compagnia di Paolo, Fabio e Simone, tre miei cari amici. Siamo arrivati a Bangkok dopo aver affrontato un viaggio con scalo a Tel Aviv piuttosto impegnativo per l’interrogatorio effettuato dagli addetti aeroportuali israeliani. Ecco uno stralcio di conversazione: “lei ha un oggetto che può somigliare a un’arma?” – “cosa potrebbe somigliare a un’arma?” – “per esempio una pistola”. Insomma, totale non-sense.

Se ti stai chiedendo com’è il clima di Bangkok ad Agosto, considera che per la troppa afa appena arrivati ci siamo immediatamente dimenticati ail buon proposito di non bere da fonti d’acqua incerte (proposito che ti consiglio di mantenere) e ci siamo fiondati sulla prima fontanella disponibile senza – per fortuna – conseguenze gastrointestinali. Abbiamo preso il bus dell’hotel che ci aspettava e che ci ha portati al Bandara Suite Silom, nella zona di Silom appunto, molto vicino al famosissimo mercato notturno omonimo.

In baht, la moneta locale thailandese che rispetto all’euro ha un rapporto di 1 euro:37 baht, abbiamo pagato 11.000 baht, circa 300 euro, per 3 giorni per una suite/appartamento con due stanze, salotto, due bagni e cucina (oltre alle belle vetrate che vedete in foto) e soprattutto: aria condizionata all you can chill che credimi, ti servirà. Con una spesa quindi di 25 euro a testa a notte siamo stati in un 4 stelle che è quasi l’equivalente di un albergo 5 stelle europeo, questo è stato l’ultimo vero lusso che ci siamo concessi prima di adattarci a dormire un po’ ovunque nel resto del viaggio come da nostra consuetudine.

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Imperdibile, anche se frivola, una tappa nella zona di Siam per entrare nei centri commerciali enormi e famosissimi Mbk, Terminal 21, Central World soprattutto per dare uno sguardo ai prezzi della tecnologia. Questi grandi magazzini sono dei veri e propri centri di aggregazione soprattutto per i giovanissimi. Molto divertente vedere le catene di fast food con cibi adeguati al gusto locale e bevande nuove per il nostro gusto che ci siamo divertiti a provare. Queste tappe nei negozi sono strategiche perché permettono di riprendere fiato dal caldo afoso asiatico. Porta con te una sciarpa, l’aria condizionata è a temperature artiche anche nei moltissimi mini-market Seven Eleven che affollano la città.

La prima sera siamo rimasti nella zona dell’albergo perché eravamo ancora intontiti dal jetlag e siamo andati a piedi al Mercato Notturno di Patpong a Silom.

Ci siamo trovati sommersi da merce contraffatta di ogni marchio. Qui ho iniziato ad avvertire il vero shock culturale. Questo è il quartiere a luci rosse e ovunque tra le stradine di questo enorme mercato troverai bambini utilizzati come fenomeni da baraccone per le loro deformità, ragazze che ti inviteranno a spettacoli erotici e acrobatici (famosissimo il ping pong show su cui non mi dilungo), incontri di muay thai, persone che si prostituiscono, spogliarelliste e vari rappresentati di tutte le possibili professioni legate al sesso. Questo è un aspetto che fa male perché ci fa pensare a come il corpo delle persone, soprattutto nei paesi più poveri, sia ancora sfruttato, soprattutto dagli occidentali. In un certo senso però è anche interessante vedere come è diversa l’apertura mentale per cui è famosa questa parte dell’Asia. Per cena abbiamo provato il nostro primo Pad Thai, un piatto composto da spaghetti di riso con gamberi, carne di maiale, arachidi e molto altro, delizioso e nutriente a davvero economico: i food truck lo vendono anche a 1 euro per strada.

Secondo giorno: sveglia presto e mattinata dedicata al mercato galleggiante Damnoen Saduak Floating Market, a Ratchaburi e che costituisce una delle destinazioni turistiche più importanti della Thailandia. Il giro si fa su una barchetta che ti permette di vedere come comprano e vendono merci direttamente sull’acqua. I commercianti si avvicinano con la barca e ti mostrano le loro cose che tu puoi comprare senza muoverti dalla barca.

Il pomeriggio è stato il momento dei famosissimi templi:

Il Wat Pho, il tempio del Buddha d’oro, famoso per la statua dorata di Buddha che misura 46 metri di lunghezza e 15 di altezza. Oltre a questa imponente opera d’arte, il tempio contiene più di 1000 rappresentazioni della divinità. Fun fact: è in questo luogo in cui è nata la prima scuola di massaggio thai. Vicino al Wat Pho c’è un mercato per risolvere rapidamente il languorino di metà mattinata o pranzo.

Il Wat Phra Kaew,  ovvero il tempio più sacro per la religione buddista, custodisce il Buddha di Smeraldo che ha il compito spirituale di difendere l’intera città, ed è una delle quattro parti in cui si divide il Palazzo Reale di Bangkok. Decoratissimo, imponente, è un tempio da visitare con calma e rispetto, anche nell’abbigliamento. Le vesti della statua del Buddha di Smeraldo cambiano di stagione in stagione e la vestizione è un rito che coinvolge i monarchi in persona.

A Nord del Wat Phra Kaew c’è un mercato di amuleti contro la sfortuna. Sono carini ed economici, ottimi souvenir da regalare agli amici. E magari poi funzionano…!

Nel traffico e nel caos cittadino come mezzo di trasporto abbiamo deciso di provare i famosi TUK TUK.

Si tratta dei tipici mezzi di trasporto sullo stile di un ape calessino, che sfrecciano in tutta la città a prezzi bassi (ma attenti a contrattare prima, spennano i turisti). Comunque la metropolitana, composta da treni sotterranei e da treni sovraelevati, funziona bene e dopo aver provato i Tuk Tuk una volta se ne può fare anche a meno se non in caso di emergenza.

Nel pomeriggio della prima giornata siamo stati nella Chinatown di Bangkok interessante per me perché è una zona in cui ci sono moltissime oreficerie (e sai che io gestisco il brand Tourbillon De La Vie .

Ogni strada è dedicata a un particolare tipo di commercio ed è bello perdersi tra i vari vicoletti. Tieni aperti gli occhi per i borseggiatori, ma la città mi è sembrata sicura.

La sera oltre alle tante discoteche è bello fermarsi nella zona di Khao San Road, famosissima per tutti i backpacker del mondo, molto nota grazie anche al film The Beach con Leonardo di Caprio. In questa zona potrai prendere una birra, entrare e uscire dai tanti bar, vedere i molti viaggiatori che arrivano e partono dalla città e – se viaggi in solitudine – puoi sicuramente fare amicizia.

Terzo giorno: nel weekend è imperdibile il mercato del fine settimana di Chatuchak. Puoi arrivare a Mo Chit con il treno sopraelevato. Qui si trova ogni tipo di bene ed è divertentissimo contrattare e portarsi a casa cose particolari (molte delle quali a casa perderanno il fascino del souvenir esotico e si riveleranno per essere inesorabilmente cianfrusaglie). Il mio consiglio è di divertirsi a comprare qualcosa di bello, ma anche di assaggiare tutte le cose che a un primo sguardo potrebbero essere lontane dal nostro gusto. Pur lavorando per strada spesso le bancarelle di street-food utilizzano dei metodi molto igienici per somministrare il cibo, non dovrai quindi preoccuparti di nulla (però per sicurezza un po’ di probiotici portali in borsa :-)).

Il terzo giorno ci siamo lasciati guidare dalla voglia di esplorare la città a piedi e siamo ritornati a Khao San Road. Qui abbiamo contrattato con un’agenzia turistica per continuare il nostro viaggio il giorno successivo. Abbiamo deciso di prendere un autobus per Surat Thani, città portuale. A posteriori ora prenderei l’aereo che ci impiega un’oretta, invece abbiamo scelto di prendere il bus per costeggiare il Golfo del Siam e questo ha comportato un viaggio notturno di circa 12 ore in un bus senza bagno. Da qui siamo partiti con il traghetto per le isole di Ko Samui e Ko Phangan (Ko Phi Phi è sull’altro versante), due isole dedicate alla movida e ai tuffi in un’acqua paradisiaca.

Ma ti racconterò delle isole in un altro articolo, intanto fammi sapere cosa ne pensi della Thailandia, se ci sei stato o se sei curioso di andarci!

 

 

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