Napulitanata: l’esperienza della musica napoletana al centro di Napoli

Napulitanata è un progetto molto interessante: giovani musicisti che hanno deciso di creare una sala da concerto a Napoli. Dopo aver vinto un bando dell’Assessorato ai Giovani del Comune di Napoli che dava in affitto locali della Galleria Principe di Napoli, hanno completamente ristrutturato a loro spese quello che era un deposito di tassametri e rottami di automobili e con il supporto scientifico del Centro Studi Canzone Napoletana della Federico II di Napoli hanno dato prova che si può fare turismo di qualità, attraverso una riproposizione filologicamente corretta del repertorio musicale napoletano.

Ho intervistato Mimmo Matania, co-founder, che mi ha detto qualcosa in più del progetto.

Avete vinto un bando e dato avvio al progetto. Come vi è venuta l’idea?
L’idea parte dalla precisa volontà di creare uno spazio dove si potesse accedere in maniera stabile alla cultura napoletana autentica, in particolar modo alla musica.
Io e Pasquale Cirillo (pianista e cofondatore di Napulitanata) chiacchieravamo spesso su quest’idea e dalle chiacchierate siamo passati ai fatti. Il punto di forza è stato senza dubbio la complementarietà delle nostre competenze: lui pianista eccezionale, diplomato al Conservatorio di Napoli e con orecchio assoluto, io fisarmonicista con laurea in Management dei Beni culturali, con tesi in musicologia proprio sulla Canzone Napoletana. Da qui siamo partiti per il nostro Business Plan da presentare al Comune: poi le ricerche, i viaggi per conoscere i Tablao spagnoli e le Case de Fados portoghesi per riportare quelle esperienze nel nostro territorio, tanta burocrazia e finalmente l’apertura di Napulitanata il 28 aprile 2017.

Da chi è composto il nucleo originario di musicisti e organizzatori? Come vi siete conosciuti?
Io e Pasquale ci siamo conosciuti da musicisti, grazie ad una compagnia musicale/teatrale che nel giugno 2014 si esibiva all’aeroporto di Napoli per accogliere gli arrivi in città. Entrambi restavamo affascinati dallo stupore e dall’ammirazione che ci mostravano coloro che dopo aver ritirato il bagaglio mettevano per la prima volta piede a Napoli, trovandosi accolti dalla musica napoletana.
Il team di musicisti poi si è creato grazie alle relazioni musicali che avevamo sia io che Pasquale, musicisti ed interpreti con dei requisiti professionali, ma prima ancora con i quali condividevamo e condividiamo requisiti umani.

Cosa significa essere un artista a Napoli e provare a monetizzare la propria arte in una città così complicata per il business?
Fare arte e cultura a Napoli nel nostro caso vuol dire crearsi con le proprie forze, cercando di essere sempre autentici ed originali; e non è affatto semplice…con la Canzone Napoletana poi!
Il confine tra un’arte nobile e l’intrattenimento da taverna è sottilissimo. Poi mettici le mode da social che fanno tendenza, le “conoscenze” che hanno più appeal dell’arte stessa e il pasticcio è fatto!
Provengo da una famiglia di musicisti il cui capostipite è Vincenzo De Crescenzo, l’autore di Luna Rossa: da loro ho appreso e porto avanti il rispetto, il rigore e anche una certa austerità verso l’arte. Dunque, prima l’arte e la cultura autentica…poi il business viene da sé!

Tra il vostro pubblico ci sono più italiani o più stranieri? Quali sono le reazioni?
Sicuramente tanti tanti visitatori non napoletani. In 1 anno e mezzo di attività il paradosso è che ci conosce maggiormente chi è in visita a Napoli e non i napoletani stessi.
Tanti tanti stranieri. Vanno via arricchiti per aver preso parte a qualcosa di autentico. Il rischio più grosso nel fare esibizioni per i turisti è vendere delle vere e proprie trappole pre-costruite ad hoc.

Di noi apprezzano invece, oltre alla musica, la bontà del progetto, l’originalità e il fatto stesso che siamo giovani napoletani in jeans e felpa suonano la musica della loro terra, senza maschere di Pulcinella né goffi abiti inverosimili.

Ho visto che su internet si parla benissimo di voi, su Tripadvisor in particolare avete tantissime recensioni positive. Vi è mai capitato qualcuno che è rimasto così colpito da chiamarvi a suonare in altri contesti?
Certo! Due casi su tutti: lo scorso ottobre siamo stati invitati a presentare il progetto e ad esibirci presso l’Università di Liegi, in Belgio.
Il prossimo agosto Pasquale porterà Napulitanata in Giappone, insieme ad un tenore di Tokyo che era venuto a farci visita.

Come scegliete la scaletta degli spettacoli? Il repertorio è standard o in base ad alcuni periodi dell’anno fate spettacoli diversi?
Principalmente abbiamo due tipologie di spettacoli: uno dedicato maggiormente alla musica popolare di tradizione orale e l’altro in cui eseguiamo classici napoletani di fine ‘800/inizio ‘900 e brani di Renato Carosone.
In un’ora e un quarto di spettacolo cerchiamo di trasmettere dei valori positivi, tanto attraverso brani da ascolto quanto con pezzi maggiormente interattivi e coinvolgenti.

Qual è l’accoglienza delle istituzioni rispetto a un progetto così interessante e radicato nella cultura napoletana?
Ti rispondo raccontandoti un aneddoto frequente: dopo i concerti restiamo a chiacchierare con i nostri visitatori; soprattutto quelli del Nord Europa sono convinti che siamo finanziati da qualche ente pubblico che sovvenziona la cultura e il coraggio di un gruppo di giovani artisti.
Gli rispondiamo che da noi non è così e che l’unico nostro sostentamento sono gli ingressi dei visitatori.
Ma va bene così! Il Comune, che è proprietario del locale che ci ospita e di cui paghiamo l’affitto, ci sostiene comunicativamente. Per ora stiamo facendo del nostro meglio per farci conoscere anche da altre Istituzioni, soprattutto da enti turistici.
 
Come continuerà il progetto, si ingrandirà? 
Abbiamo pubblicato da poco un cd con i brani che eseguiamo durante gli spettacoli. Contemporaneamente abbiamo lanciato una linea di merchandising della Canzone Napoletana insieme ad un’altra realtà giovanile della città, Passioni Illustrate. Inoltre, insieme all’Associazione Le Capere porteremo avanti i Tour della Canzone Napoletana, visite guidate e musicate in giro per la città. Un anno e mezzo fa non immaginavamo di arrivare dove siamo adesso. Risentiamoci tra 1 annetto e vediamo dove siamo! 🙂

 

“Napulitanata è una sala da concerto dedicata al patrimonio musicale napoletano, in particolare alla Canzone Napoletana Classica e alla Tarantella. Nasce dall’esigenza di dar vita ad una location nel cuore della città che consenta di accedere al patrimonio musicale locale in maniera esperienziale, sul modello dei Tablao spagnoli e delle Case de Fados portoghesi.”

Per vivere l’esperienza e conoscere i ragazzi prenotate sul sito o sulla pagina Facebook.

Un pensiero riguardo “Napulitanata: l’esperienza della musica napoletana al centro di Napoli

  1. Bellissima iniziativa ,
    un bel modo di diffondere tradizioni e musica napoletana in tutto il mondo !!
    Complimenti per l ‘intervista che è stata esaustiva e ci ha fatto capire quanto la tenacia e la costanza uniti alla passione valgono ai fini della realizzazione dei nostri sogni .

Lascia un commento